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“Non ha senso ricercare
nella congiuntura economica
nazionale ed internazionale
una falsa giustificazione
alla crisi, che sta investendo
la Miroglio e la Natuzzi.
Questo significherebbe
essere consapevolmente accondiscendenti
nei riguardi dei
metodi e dei modi con cui tali
imprenditori stanno liquidando
i propri lavoratori, vere vittime
di una politica di investimenti
sbagliata. Significherebbe
stare dalla parte dei padroni.
Noi, invece, come amministratori,
dobbiamo e vogliamo
essere dalla parte dei
lavoratori”: duro e mirato l’intervento
del sindaco di Ginosa,
Luigi Montanaro, all’indomani
di un summit del Pd, tenutosi
a Ginosa, proprio per discutere
della crisi del settore tessile e
del mobile imbottito; nel corso
dell’incontro è stata additata la
Legge 181 dell’89, che finanzia
la reindustrializzazione ed
il rilancio delle aree industriali,
colpite da crisi del settore,
quale strumento risolutivo alla
questione.
“Eppure – continua Montanaro
– a determinare questo stato
di cose, è stato, tra le altre
cause, anche l’utilizzo di tale
strumento legislativo: ha generato
uno strano circolo virtuoso,
che qualcuno vorrebbe
far passare come l’effetto inevitabile
di una crisi generalizzata.
La Natuzzi e la Miroglio
hanno utilizzato dei soldi
pubblici e non possono, dopo
aver incassato le risorse
necessarie per investire altrove,
a costi inferiori, ignorare
intere famiglie di lavoratori,
per le quali la crisi industriale
diventa anche crisi di sopravvivenza”.
Quando è stata data loro la
possibilità di investire nel nostro
territorio, l’obiettivo perseguito
era unico: dare lavoro e
non certo appesantire le tasche
di qualche imprenditore. “Vero
è – incalza Montanaro – che il
risultato, che oggi si vive, è
frutto di una politica errata di
investire in settori, quale quello
del mobile imbottito o del
tessile, che non rispettano affatto
la vocazione del territorio.
Infatti, se i fondi, allora
disponibili, fossero stati investiti
in settori come l’artigianato,
l’agricoltura o il turismo,
si sarebbe, comunque, contribuito
a dare posti di lavoro,
che, però, non sarebbero stati
effimeri, ma duraturi, in quanto
in linea con le esigenze imprenditoriali
e produttive del
ter ritorio”.
Del resto, come evidenziato
dall’assessore comunale alle
Politiche del Lavoro, Felice
Vizzielli, “allora sono stati utilizzati
fondi pubblici per investire
in un settore che era già
in crisi; infatti, su molti dei
settanta lavoratori della TBM,
apertasi a Ginosa circa tre anni
fa, già si adombra lo spettro
della cassa integrazione”.
Ed, intanto, martedì mattina, a
Roma, presso il Ministero del
Lavoro, alla mobilitazione
pubblica, a cui hanno preso
parte i lavoratori della Miroglio,
della Natuzzi, della TBM
ed i sindacati, c’era anche il
sindaco Luigi Montanaro:
“Non dobbiamo difendere i padroni,
ovvero chi non è indifendibile,
chi ha disatteso gli
impegni assunti in termini di
occupazione, ma i nostri lavoratori,
i nostri giovani, il futuro
di centinaia di famiglie,
che stanno vivendo un vero e
proprio dramma sociale
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