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La Comunità montana della
Murgia tarantina ha i giorni
contati. E con essa altre due
delle sei comunità montane
pugliesi. La decisione è stata
presa dalla Giunta regionale
che, in attuazione della Legge
244 del 2007 (l’ultima
Finanziaria approvata da Romano
Prodi), ha dato una
consistente sforbiciata alle
Comunità montane pugliesi,
proponendo al Consiglio Regionale
la riduzione da sei a
tre. E’ infatti quest’ultimo
l’organo cui compete la decisione
finale. «Il disegno di
legge regionale - commenta il
consigliere regionale del Pd,
Paolo Costantino - si fonda
sulla classificazione del territorio
regionale in montano
e semi-montano individuando
tre zone omogenee Gargano,
Daunia e Murge».
Nella zona A detta «Gargano
» sono quindi ricompresi
i Comuni di Cagnano
Varano, Carpino, Ischitella,
Mattinata, Monte S.Angelo,
Peschici, Rignano Garganico.
S. Giovanni Rotondo, San
Marco in Lamis, Sannicandro
Garganico, Vico del Gargano
e Vieste.
Nella zona B detta «Daunia»
sono ricompresi i Comuni di
Alberona, Biccari, Carlantino,
Casalnuovo Monterotaro,
Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo
della Daunia, Celenza
Valfortore, Motta Montecorvino,
Pietra Montecorvino,
Roseto Valfortore,
S.Marco La Catola, Volturara
Appula, Volturino, Accadia,
Anzano di Puglia, Bovino,
Candela, Castelluccio Valmaggiore,
Celle S.Vito, Deliceto,
Faeto, Monteleone di
Puglia, Orsara di Puglia, Panni,
Rocchetta S. Antonio,
Sant’Agata di Puglia, Troia.
Nella zona C detta delle
«Murge» sono ricompresi i
Comuni di: Minervino Murge,
Poggiorsini, Ruvo di Puglia,
Spinazzola, Acquaviva
delle Fonti, Cassano delle
Murge, Gioia del Colle, Grumo
Appula, Noci, Santeramo
in Colle, Toritto, Crispiano,
Massafra, Mottola, Laterza.
Quest’ultimo sarebbero gli
unici superstiti tra i nove
comuni che costituivano la
Cmmt. Resteranno fuori,
quindi, i comuni di Castellaneta,
Palagiano, Palagianello,
Montemesola e Ginosa.
Per ciascuna delle zone il
presidente della Giunta Regionale
dovrà istituire entro il
31 dicembre del 2008 la nuova
Comunità Montana emanando
il decreto di istituzione
ai sensi della legge regionale
20/2004. «Dalla data di entrata
in vigore del decreto del
presidente - spiega Costantino
- saranno soppresse le
Comunità Montane dei Monti
Dauni, dei Monti Dauni
Meridionali, della Murgia
Barese Nord-.Ovest, della
Murgia Barese Sud Est, della
Murgia Tarantina. Dunque le
Comunità montane passano
da sei a tre. Con questo
disegno di legge non saranno
più ricompresi i Comuni denominati
svantaggiati, la riduzione
comporterà la riduzione
dei Comuni ricompresi
da 62 a 54».
Dopo questa scrematura, i
consiglieri delle Comunità
montane passeranno da 186 a
132 e, soprattutto, dalla
Giunte esecutive spariranno
tutti gli assessori. Ogni presidente
di Comunità Montana
(da 6 passano a 3) potrà
avvalersi di due soli componenti
esecutivi. Si passerà
cioè da 34 a 6 componenti,
due per ogni Comunità.
«Questa decisione - sottolinea
Costantino - pone fine
allo scandalo delle Comunità
montane a livello del mare,
viene infatti soppressa tra le
altre la Comunità Montana
Murgia Tarantina che campeggiava
tra gli sprechi d’Italia
nella prima pagina de La
Casta. Il libro inchiesta di
Gian Antonio Stella e Sergio
Rizzo è del 2 maggio 2007, il
provvedimento regionale è
del 13 giugno scorso. La
Giunta regionale del presidente
Vendola non già arroccata
in una torre d’avorio,
ma attenta a produrre atti
sensati senza cedere a tentazioni
demagogiche. Infatti
il lavoro programmatorio relativo
ai Fondi europei ed
altre progettualità nonché la
continuità amministrativa degli
atti posti in essere dalle
Comunità montane è fatto
salvo con le norme transitorie.
In più, la Regione Puglia
per effetto di questo
provvedimento ridurrà di un
terzo le spese correnti di
funzionamento di questi Enti,
ottenendo un risparmio di 1,2
milioni di euro. Va senz’altro
evidenziato il ruolo dell’assessore
alla Trasparenza Guglielmo
Minervini. La sua
struttura tra l’altro è stata
anche premiata fuori regione,
in Trentino da Sbilanciamoci,
una rete di 47 organizzazioni
impegnate sul fronte dei diritti,
dell’ambiente e della pace.
Quest’ultimo provvedimento
rientra a pieno diritto
tra le best practices che un
Assessorato può mettere in
campo. Una vera svolta è
scritto nelle motivazioni
“nello smantellamento dell’opacità
burocratica tipica di
molte regioni”».
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