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Gravina e
centro storico |
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Attraverso il presente itinerario turistico è possibile apprezzare la bellezza di una parte di quel lungo e suggestivo canyon, scavato dalle acque meteoriche nella roccia calcarenitica, denominato gravina di Ginosa e ricco di chiese ed insediamenti rupestri dove intere generazioni di trogloditi, pastori e monaci hanno vissuto. |
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L'itinerario, infatti, si snoda in quella
parte della gravina già abitata dalle più antiche fasi del Paleolitico e nel
suo borgo antico e nel suo borgo antico dove la chiesa madre la fa da
padrona. Il punto di partenza per intraprendere la visita è piazza dell' Orologio, costruita nel 1819, sulla quale si affacciano i palazzi di Strada e Tarantini. |
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| Lasciata la piazza ci spostiamo su c.so V. Emanuele e procedendo verso destra raggiungiamo il castello o palazzo Marchesale, costruito nel 1080 da Roberto il Guiscardo in una posizione strategica per fronteggiare gli attacchi dei nemici. Il ponte di ingresso, una volta levatoio, precede un gran portale attraverso il quale si accede ad un profondo androne. Il Castello, un tempo era munito di tre torri merlate. Procedendo attraverso la scalinata di via Alcanices, sulla destra, e voltando a sinistra, raggiungeremo via Matrice; risalendo, svoltando a sinistra, ci porteremo, dopo aver percorso circa 300 metri, alla chiesetta di S. Antonio costruita nel 1776 in sostituzione di una chiesa rupestre precedentemente distrutta. Imboccando la discesa posta di fronte alla chiesetta, percorriamo via Burrone fino a raggiungere il fondo della gravina, splendido scenario naturale in cui viene rappresentata la "Passio Christi". Percorrendo il letto del torrente, verso destra incontreremo dopo pochi metri la chiesa rupestre di S.Biagio abbandonata alla fine del 1700. Sempre lungo l'alveo del torrente passeremo davanti all chiese di SS.Medici, di S.ta Domenica e di S.Vito Vecchio. | ||
| L'andamento a meandri del corso d'acqua si nota per la presenza di un'ampia ansa che ci conduce in quella che denominiamo "Gravina della svolta o Gravina di rivolta". Gli affioramenti calcarei, sulla sinistra, evidenziano grotte e cavità carsiche nelle quali nidifica il corvo imperiale. Poco più avanti, iniziamo la salita sulla parete di sinistra che ci consentirà di visitare in successione le tre chiese rupestri di |
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S. Barbara, di S. Sofia e di S. Lucia. Nella
chiesa di S. Barbara, parzialmente distrutta vi sono i resti di affreschi
bizantini raffiguranti due Santi. La chiesa rupestre di S. Sofia conserva
due affreschi: uno esterno raffigurante Santa Sofia ed uno interno
raffigurante la crocifissione di Gesù. La chiesa di S. Lucia conserva ancora
tracce di affreschi di gusto greco. Ultimata la visita alle chiese e ritornando sul fondo del torrente ci troviamo ai piedi di uno dei più imponenti habitat rupestri, il villaggio troglodita di Rivolta costituito da abitazioni disposte su cinque piani e interamente scavate nella roccia calcarenitica. Camminiamo verso l'abitato e imbocchiamo via S. Giovanni che ci condurrà al sagrato della chiesa Matrice, costruita in pietra tufacea, nel 1554, per merito di un presidio militare francese. |
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| La chiesa fu inizialmente dedicata a "S. Martino di tours" e dal 1765 alla Vergine del Rosario. Il portale, in stile romano, è delimitato da due colonne sormontate da due capitelli. All'interno della chiesa, si possono ammirare tele raffiguranti la Madonna del Latte, Sant'Antonio e Santa Margherita da Cortona. Imboccando via Matrice passeremo sotto il ponte del castello e dopo aver percorso via |
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Garibaldi raggiungeremo il punto di partenza. |
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| Tratto dalla Guida Turistica "Dalle Gravine al Mare" di Francesco Sozio | ||